“Con grandissimo dolore annunciamo la scomparsa di Teresa Vergalli, la Partigiana “Anuska”.

Così l’Anpi annuncia la morte della staffetta partigiana nata a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, l’11 Ottobre 1927. Era una studentessa quando entro’ nella Resistenza, 76ª Sap e 144ª Brigata Garibaldi.

“Un impegno da staffetta delicato e rischiosissimo il suo: ha raccontato in tante occasioni che portava sempre con sé una piccola pistola in caso venisse presa dai nazifascisti, per non sopportarne le torture” racconta l’Anpi.

Dopo la Liberazione, Teresa Vergalli fu attiva nell’Udi per i diritti delle donne e fece della narrazione antifascista e partigiana un dovere continuo e appassionato, in particolare tra e per le giovani e i giovani.

Era infaticabile nel raccontare la guerra di liberazione, sferzata: "C'è chi vuole cambiare il patto di memoria con gli italiani". Due anni, intervista da Simonetta Fiori su Repubblica, alla vigilia del 25 aprile aveva rilanciato una domanda per mostrare il vergognoso paradosso della storia. "L'attuale governo di destra non ha mai fatto i conti con il fascismo storico, la premier non riesce neppure a pronunciare la parola antifascisti, e il presidente del Senato non perde occasione per gettare ombre sulla Resistenza – aveva detto – Per me tutto questo è solo un grande dolore, una sofferenza sorda che oscura tutto il resto. Ma mi chiedo: cosa non abbiamo fatto abbastanza?".