di

Fausta Chiesa

Le scorte globali di petrolio crollate di 246 milioni di barili dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Il mercato petrolifero in deficit fino all'ultimo trimestre: il report intitolato «Colmando il gap»

Scende tutto nel mercato mondiale del petrolio: scorte, produzione, raffinazione (e di conseguenza i prodotti come benzina e gasolio) e anche la domanda. Lo prevede l’ultimo «Oil market report» pubblicato oggi, 13 maggio, dall’Agenzia internazionale dell’energia e che si intitola «Colmando il gap». Secondo i dati preliminari del report mensile, le scorte globali di petrolio si sono ridotte di 129 milioni di barili a marzo e di ulteriori 117 milioni di barili ad aprile. «Le scorte mondiali di petrolio - scrive l’Aie - si stanno riducendo a un ritmo record, mentre i Paesi importatori devono far fronte a interruzioni senza precedenti delle forniture dal Medio Oriente». Le scorte globali di petrolio sono crollate complessivamente di 246 milioni di barili dall'inizio della guerra, con perdite ben più consistenti se si escludono i volumi accumulati a terra e sulle petroliere bloccate nel Golfo. Il calo è pari a -378 milioni di barili se si considerano le quantità di petrolio stoccate nei Paesi del Medio Oriente, che non riescono più a esportare la produzione, e il petrolio stoccato sulle navi bloccate nel Golfo. Le scorte mondiali, che ammontavano a 8,2 miliardi di barili prima dell'inizio della guerra in Medio Oriente, sono ora pari a 7,9 miliardi di barili.