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Andrea Ducci

Il sottosegretario al Tesoro Freni rinuncia alla presidenza della Consob dopo lo stop di Antonio Tajani. La tratttiva sull’Antitrust

Il veto del vicepremier Antonio Tajani preclude la partita Consob al sottosegretario all’Economia e deputato leghista Federico Freni, con il Carroccio che mastica amaro. Dopo settimane di trattative per trovare un accordo politico, che consentisse al partito di Matteo Salvini di mantenere la casella al vertice dell’Autorità che vigila sui mercati, Freni ha capito che come unica soluzione non restava che fare un passo indietro, rinunciando alla candidatura per succedere a Paolo Savona.

In una nota la Lega riconosce al sottosegretario «senso istituzionale», oltre che di avere «dimostrato di non voler creare problemi al governo, all’Authority e al Paese». Lo stallo era emerso lo scorso 20 gennaio, quando durante il Consiglio dei ministri il vicepremier e segretario di Forza Italia Tajani si era intraversato sulla nomina di Freni. Una posizione poi ribadita più volte pubblicamente, spiegando la contrarietà a indicare a capo di un’Authority indipendente un parlamentare e per di più con un incarico di governo in corso. Un argomento ripetuto ieri dal portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi: «La Consob è importante e dobbiamo trovare una figura autorevole, forte e credibile, che sia al di sopra della dinamica politica».