"No al cemento. La Riserva naturale di Monte Mario non si tocca". La protesta del quartiere e delle associazioni scatterà venerdì 15 maggio alle 17 al parco di via Teulada contro la costruzione del palazzo di sette piani che dovrebbe ospitare nuove aule giudiziarie e camere di consiglio, uffici e servizi della Città Giudiziaria nell’area tra piazzale Clodio, la panoramica di viale Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e via Teulada, occupando una parte del cosiddetto Pratone della Riserva naturale.

L'ultimo prato di Prati, come lo chiamano, utilizzato di fatto, ormai da molti anni, dagli abitanti della zona come verde pubblico, sul quale sono state piantate alberature e allestite panchine e dove si praticano numerose attività sportive e culturali.

Il bando di progettazione è già stato lanciato ma si è in attesa della sentenza di un ricorso al Tar dei cittadini. "Il nuovo palazzo" spiega il coordinamento "verrebbe realizzato dentro una delle Riserve naturali più preziose della città, ricca di biodiversità, con ulteriore consumo di suolo e un’evidente ferita al paesaggio della collina. Cementificare anche solo una parte del Pratone significa sottrarre spazio, verde e ossigeno a un quartiere già molto congestionato che ne ha grande bisogno, anche come presidio naturale contro le isole di calore urbano. Tutto il Pratone deve invece diventare l’accesso privilegiato alla Riserva naturale e luogo di sosta e ricreazione per gli abitanti della zona e non solo, com’era nelle intenzioni di chi ha istituito l’area protetta e approvato il suo Piano".