Nella seconda tappa della giornata, la principessa si reca a visitare il luogo in cui sperimentare il Reggio Emilia Approach. Nel seguirla, abbiamo raccolto anche le voci di alcuni, tra educatori e genitori, testimoni di questa visita
di Eva Grippa
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La destinazione è sempre stata lì, appuntata sulla sua agenda, da quando ha iniziato a guardarsi attorno per identificare metodi e approcci pedagogici utili a comprendere la complessità della prima infanzia, quegli anni che vanno da 0 a 6 in cui si forma – dicono le ricerche – il 90 per cento del cervello di ogni persona. Dopo aver concentrato i propri sforzi sul Regno Unito, la principessa ha scelto Reggio Emilia come destinazione del primo dei viaggi che condurrà in giro per il mondo per avviare uno scambio internazionale, convinta che “alla base di molti problemi sociale ci sia la mancanza di connessione tra le persone” e che “concentrare gli sforzi sulla prima infanzia sia un’urgenza mondiale, al pari del cambiamento climatico” (quello al centro del percorso “professionale” di suo marito, il futuro re William), come spiega Lee Thompson, Spokeperson di Kensington Palace.
Che ufficialmente consegna ai giornalisti un pensiero: “La principessa ha cambiato marcia”, nel senso che nel “continuare a cercare un equilibrio tra vita privata e pubblica si è mossa con cautela, sapendo che la chemio ha effetti a lungo termine, finché non si è sentita davvero pronta a tornare scena pubblica”. Questo in Italia è infatti il primo viaggio all’estero dopo la malattia e Kate l’ha fortemente voluto, per segnare un passo in avanti nel lavoro del suo Royal Foundation Centre for Early Childhood.











