Il boom dei formaggi inglesi e il primato delle carni bovine francesi hanno acceso la curiosità dei visitatori di Tuttofood. Per non parlare dell’ube, un tubero filippino che colora di viola dolci e gelati e che, ci scommettiamo, diventerà una star dei social 2,2 miliardi di sterline, questa la cifra record raggiunta lo scorso anno dalle esportazioni lattiero-casearie del Regno Unito segnando una crescita del 16,6% rispetto al 2024. Quasi 1 milione e mezzo di tonnellate fra formaggio, burro, yogurt e altri derivati del latte hanno lasciato le terre di re Carlo III per ammaliare i palati in giro per il mondo. E, nonostante il patrimonio lattiero-caseario italiano sia pressoché infinito, il nostro Paese è un mercato importante per i prodotti britannici che, nel 2025, ha registrato un valore di 91 milioni di sterline, di cui 27 solo di formaggi, con un incremento record del 35,2% in confronto all’anno precedente.
L’ANALISI
Che cibo sarà? Il futuro della gastronomia in 10 tendenze globali
Dallo Stilton al Wensleydale, oltre 700 tipi i formaggi prodotti in GB
Dal cheddar al pomodoro e aglio, non a caso chiamato Italiano, al Wensleydale al mirtillo, dal Derby al Porto allo Shropshire Blue all’annatto (semi di una grande pianta arbustiva Amazzonica che colorano di rosso) il catalogo dei formaggi del Regno Unito supera di gran lunga i 700 tipi diversi. Questo uno dei motivi per cui lo stand collettivo dei prodotti lattiero-caseari britannici, Quality Dairy from Britain, è uno dei più visitati da buyer e curiosi in questa edizione di Tuttofood.






