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12 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:03

I palestinesi accusati della strage del 7 ottobre 2023 saranno giudicati da un tribunale speciale israeliano, che avrà anche l’autorità di condannarli a morte. Con 93 voti a favore e nessun contrario, nella notte tra l’11 e il 12 maggio la Knesset ha dato il via libera a un disegno di legge pensato appositamente per coloro che sono ritenuti responsabili di aver preso parte all’attacco organizzato da Hamas. Una misura che permette al governo di Netanyahu di bypassare il vincolo della non-retroattività dell’altra norma sulla pena capitale per i palestinesi approvata a marzo. Quella legge, infatti, promossa dal ministro estremista Ben Gvir, è applicabile solo ai casi futuri e non a coloro che sono già in cella in attesa di giudizio.

Questo nuovo provvedimento, come quello di marzo, è stato fortemente criticato dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Secondo le ong non solo viene resa troppo facile l’imposizione della pena di morte, ma vengono anche cancellate le procedure a tutela del diritto a un processo equo. Alcune realtà come Hamoked, Adalah e il Comitato pubblico contro la tortura in Israele, hanno dichiarato che, sebbene “la giustizia per le vittime del 7 ottobre sia un imperativo legittimo e urgente”, qualsiasi responsabilità per i crimini “deve essere perseguita attraverso un processo che includa, anziché abbandonare, i principi di giustizia”. Il Comitato pubblico contro la tortura in Israele ha ricordato inoltre che il Paese detiene circa 1300 palestinesi di Gaza senza alcuna accusa nei propri centri di detenzione. Almeno 7mila palestinesi di Gaza sono stati tenuti in custodia da Israele dall’ottobre 2023, e 5mila di loro sono stati successivamente rilasciati.