La direttrice dell’Istituto Zooprofilattico di Sicilia (IZS), Francesca Di Gaudio, nominata in quota Fratelli d’Italia, può guidare l’Ente e nello stesso tempo continuare a svolgere la sua attività professionale privata come consulente tecnico d’ufficio per diverse procure siciliane? È stata autorizzata a farlo? È la domanda a cui dovrà, prima o poi, rispondere il ministro della salute, Orazio Schillaci, che è già stato sollecitato ben quattro volte (l’ultima ad aprile) dal deputato Pd, Anthony Barbagallo con un’interrogazione scritta, e dal senatore dem Antonio Nicita con un atto di sindacato ispettivo.
Vicenda nota soprattutto in regione, dove il gruppo Pd a Palazzo dei Normanni ha chiesto “chiarimenti urgenti” al governatore Renato Schifani. Una questione politicamente spinosa per il presidente, e il suo neo assessore alla salute, il forzista Marcello Caruso, perché nel caso venisse certificata incompatibilità della manager, gli alleati di FdI rischierebbero di perdere un altro pezzo nello scacchiere degli incarichi politici, dopo l’allontanamento di Ferdinando Croce dall’Asp di Trapani a maggio 2025, e potrebbero compromettere i già precari equilibri di giunta. Senza dimenticare che nel frattempo, a seguito dei numerosi esposti presentati, gli atti sono finiti sul tavolo della procura di Palermo, della Corte dei Conti isolana e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.









