Non c'è necessità, al momento, di sentire dirigenti di club, né di iscrivere nel registro degli indagati altre persone, oltre alle cinque già indagate tra arbitri e "varisti", tra cui l'ormai ex designatore Gianluca Rocchi.

Ora in un paio di settimane gli inquirenti faranno il punto sul materiale che hanno, tra intercettazioni e testimonianze, tra cui le più recenti di questi giorni.

E' l'esito di un vertice, da quanto si è saputo, che si è tenuto nel pomeriggio tra il procuratore di Milano Marcello Viola e il pm Maurizio Ascione, titolare dell'inchiesta sul sistema arbitrale, condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf.

Allo stato, da quanto riferito, non sono emersi elementi di novità rispetto alla situazione dell'indagine, per come già cristallizzata, e dunque dai vertici della Procura è stato chiarito che per ora non saranno convocati altri testi, né verrà aggiornato il registro degli indagati.

Bisognerà, invece, ricostruire bene i fatti sulla base degli elementi già in atti, che hanno portato il pm a contestare, ad esempio, tre capi di imputazione a Rocchi per concorso in frode sportiva: uno per una presunta "bussata" alla sala Var in Udinese-Parma della scorsa stagione e altri due per sospette designazioni pilotate di arbitri "graditi" o "poco graditi" all'Inter sempre per partite dello scorso campionato.