Roma, 12 mag. (askanews) – Roma, 12 mag. (askanews) – Le infermiere e gli infermieri sono “un vero e proprio esercito del bene”. Sergio Mattarella arriva all’auditorium Antonianum di Roma accolto da un lungo e caloroso applauso e questo è il primo tributo che rivolge alla categoria riunita oggi per celebrare la giornata internazionale dell’infermiere. “Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dagli infermieri a Gaza, dove un sistema sanitario, già fragile, è stato demolito, distrutto, come anche altrove è avvenuto” scandisce il capo dello Stato ricordando “il contributo decisivo in occasione della pandemia da Covid”. In quella “drammatica, lunga emergenza” che è costata “sacrifici immani e diverse vittime” proprio tra gli operatori sanitari “e che qualcuno, con sprezzo dei defunti di quei tragici giorni, cerca di derubricare a poco più di una leggera influenza. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici, ripeto eroici e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario”. Parole a maggior ragione significative in un momento in cui si riaffaccia la preoccupazione, questa volta per l’Hantavirus.

La presidente della FNOPI-Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, definisce quello sul settore un “intervento strategico” e lamenta la fuga di tanti giovani all’estero proprio mentre il nostro paese avrebbe più bisogno di una nuova leva di infermieri che si prenda cura di una popolazione che invecchia. La carenza di infermieri è “un tema ineludibile” ammette Mattarella perciò “dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che offriamo”.