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12 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:15
La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha respinto il ricorso presentato dall’Italia contro la sentenza che, lo scorso gennaio, aveva condannato lo Stato italiano per la morte di Riccardo Magherini, avvenuta a Firenze la notte del 3 marzo 2014. I giudici europei hanno ribadito che non sussisteva “l’assoluta necessità” di mantenere Magherini immobilizzato a terra dai carabinieri, una circostanza che ha contribuito al suo decesso. La decisione della Cedu non entra nel merito delle responsabilità penali dei militari, già assolti in via definitiva in Italia, ma sottolinea la violazione degli obblighi internazionali in materia di tutela della vita. La sentenza rappresenta un nuovo, duro colpo per le istituzioni italiane, che si vedono confermare una responsabilità per quanto accaduto quella notte.
L’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia Magherini, ha commentato la decisione con un post su Instagram: “Oggi il governo italiano ha rimediato l’ennesima figuraccia. Dopo aver subito una pesante condanna dalla Cedu, non contento ha fatto ricorso alla Grande Camera. Ricorso respinto. Vittoria nostra, mia e di Antonella Mascia, ma soprattutto di Riccardo, la cui memoria rimarrà impressa indelebile nei nostri cuori e nelle coscienze di coloro che ne hanno provocato la morte”. Anselmo ha ricostruito i fatti di quella notte: “Riccardo è stato ucciso durante un fermo in borgo San Frediano a Firenze. Era confuso, spaventato e invocava aiuto perché temeva di essere ucciso. All’arrivo dei carabinieri si era inginocchiato di fronte a loro, ma poi qualcosa lo ha spaventato e ha tentato di andare via. Ne è nata una colluttazione violenta, insensata ma letale”. Il legale ha poi aggiunto: “Ora l’Italia chieda scusa alla famiglia per quanto inflittole, e per come non ha saputo garantire loro giustizia”.









