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Da portafortuna di personalità con grande peso specifico (Veltroni, Rutelli e Franceschini) a "rogna" del centrodestra
La domanda sorge spontanea: perché a sinistra il ministero dei Beni Culturali è stato un trampolino di lancio per carriere politiche di primo piano - vedi Veltroni, Rutelli, Franceschini - mentre a destra è diventato, secondo Elisabetta Gardini, "una vera maledizione"?
E ancora: perché il dicastero che cura la politica culturale del Paese era guidato nei governi progressisti da personalità che avevano un grande peso politico (Veltroni vice-premier, Rutelli leader della Margherita e Franceschini capo delegazione del Pd), mentre nell'attuale governo da personaggi politicamente non centrali? Il calvario nell'ultimo anno del ministero ospitato dal Collegio Romano dimostra che si tratta di interrogativi tutt'altro che peregrini. E la risposta appare subito evidente: in quel ruolo la sinistra ha sempre messo un personaggio "totus politicus", mentre la destra tecnici o presunti tali.






