Le famiglie piemontesi sono più povere di cinque anni fa. A rischio ci sono le opportunità formative dei più giovani, con possibili implicazioni anche sulla dispersione scolastica. Il dato di partenza emerge dal report sul contrasto alla povertà educativa, promosso da Teha Group con il contributo di Fondazione Crt e presentato ieri in via XX settembre 31 nell'ambito del Salone Off: la povertà relativa familiare in Piemonte arriva nel 2025 all'8,8%, con tre punti percentuali di aumento rispetto al 2020. La categoria include quei nuclei con consumi inferiori alla spesa media pro-capite. Ferma da anni la partecipazione culturale fuori dall'ambiente domestico, che si attesta al 35,1%.

Consumi culturali e dispersione scolastica implicita

Nelle famiglie con meno risorse, infatti, a finire tagliati per primi sono proprio i consumi culturali. «In contesti di difficoltà si investe di meno in attività extrascolastiche, non si fanno vacanze istruttive e questo limita la conoscenza del mondo» - spiega la pedagogista dell'università di Torino Paola Ricchiardi -. «È quella che viene chiamata tecnicamente “dispersione scolastica implicita”». Ecco perché quella del contrasto alla povertà educativa «è una sfida urgente - afferma la presidente di Fondazione Crt, Anna Maria Poggi - che incide sul futuro dei nostri territori. Questo report nasce come strumento di lettura del fenomeno, perché è necessario disporre di analisi radicate nei contesti locali».