La ristorazione come l’altro pilastro dell’ospitalità. È in crescita l’importanza che i gruppi alberghieri danno all’attività legata al food & beverage in particolare nell’hotellerie di lusso. Un pilastro per la differenziazione e la crescita che guida le scelte degli investitori. «In questo contesto cresce sempre di più il ruolo del food & beverage come fattore chiave di differenziazione e di attrattività per la clientela luxury, con oltre il 70% di investitori e operatori che prevede di investire in quest’area – osserva Benedetto Puglisi, director real estate & hospitality di Deloitte, nel corso di “Luxury hospitality reloaded: repositioning and balancing sustainability” –. La ricchezza e la varietà della cucina italiana, patrimonio dell’Unesco rappresentano una leva competitiva per rafforzare il posizionamento delle strutture nel segmento luxury, anche attraverso investimenti dedicati agli spazi e partnership con chef e marchi di riferimento». L’Italia si conferma così il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso secondo il 60% degli investitori. In questa fase di trasformazione e incertezza segnata da tensioni geopolitiche, gli investimenti in food & beverage e sostenibilità ambientale emergono come leve strategiche di competitività e creazione di valore per gli operatori del settore. Infatti la proposta enogastronomica arriva oggi a rappresentare il 30–40% dei ricavi, con punte che in alcuni casi raggiungono il 50%, in tutto accompagnato da marginalità sempre più interessante.
Ristorazione e sostenibilità attraggono il turismo di lusso
L’Italia si conferma il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso secondo il 60% degli investitori






