Aveva raccontato di essere stato rapinato mentre faceva le consegne con il suo furgone. Di essere stato raggiunto alle spalle da una persona incappucciata che, per derubarlo, l'aveva accoltellato: «Avevo addosso il gilet, che fortunatamente è molto spesso. Io credo che abbia attutito il colpo, che mi abbia salvato». Ma la verità è che Giuseppe Messina, corriere della Brt, si era inventato tutto: i carabinieri della stazione di Volpiano e della Compagnia di Chivasso hanno smentito la sua versione e lo hanno denunciato alla procura di Ivrea, che ha coordinato le indagini, per simulazione di reato. Era il pomeriggio del 13 marzo e Messina stava quasi per finire il suo turno. Era il pomeriggio del 13 marzo. Messina, 52 anni, stava quasi per finire il suo turno. Era in via Udine, a Volpiano, nel Torinese: «Stavo prendendo un pacco da dentro il furgone quando è arrivato un uomo dietro di me. Non l'avevo mai visto prima». L'aveva descritto come una persona «di origini straniere, forse del Marocco. Era alto tra il metro e settanta e il metro e ottanta». Lo sconosciuto, stando alla versione del corriere, l'avrebbe pugnalato all'addome per portargli via l'incasso della giornata: 1.680 euro.
Telecamere e indagini dei carabinieri sulla falsa aggressione







