Il gruppo Iren chiude il primo trimestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 1,8 miliardi di euro, in calo del 13,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il margine operativo lordo si mantiene pressoché invariato a 417,8 milioni di euro, con una flessione dello 0,2%. La diminuzione dei prezzi delle materie prime energetiche hanno pesato sui ricavi per oltre 50 milioni di euro, mentre i minori volumi nelle forniture di energia hanno eroso il fatturato per oltre 200 milioni. A questo si aggiunge una flessione di circa 30 milioni nelle attività di efficienza energetica. Fattori di mercato in gran parte precedenti alla crisi geopolitica.
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L’utile netto attribuibile agli azionisti si attesta a 129 milioni di euro, in calo del 5% rispetto ai 135 milioni del primo trimestre 2025. Il ribasso non ha natura operativa, dipende da ammortamenti più elevati e da maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti. Il debito finanziario netto è sceso a 4,18 miliardi, giù di 44,5 milioni rispetto a fine 2025, con un rapporto debt/ebitda che il gruppo punta a mantenere attorno a 3,1 volte.










