Sembra una bugia, è solo un vuoto di memoria. Chi si ricorda tutto di 7 anni fa? Come essere certi di chi si è incontrato nel 2019? I nomi si confondono, i ricordi si appannano. Jannik Sinner aveva dimenticato di aver già sfidato Andrea Pellegrino. Aveva detto: non ci siamo sfidati. Non è vero. Nel 2019 a Santa Margherita di Pula, era già considerato una giovane promessa, faceva sperare, ma era ancora un bambino, era intorno al 300ma posizione del ranking e sperava ancora di scalarla, senza sapere che un giorno avrebbe raggiunto la cima. E parlava di quella finale vinta 6-1, 6-1 in quel torneo sardo come parla ora: “So che devo migliorare, stiamo cercando di più gli angoli sul dritto. E la crescita è ancora lunga”. Lo è stata. E non è finita.

Sinner l’ha dimenticato: "Ho totalmente perso quella partita lì – dice in tv – avevo detto che non ci siamo mai allenati, mai giocato, quindi l’ho perso…". Poi i complimenti: "Sono felice per lui, ché credo che stia lavorando tantissimo e si meriti questo risultato. Ho visto oggi la partita: ha giocato molto bene, molto solido. Quindi sarà una partita difficile. È un giocatore che non conosco bene, cerco di stare più concentrato sul mio gioco". Pellegrino, partito da 155 e da qualificato, alla prima volta nel tabellone principale in un Master 1000, ora ha l’onore e l’emozione di sfidare il numero uno del mondo, idolo del pubblico. L’occasione è forse irripetibile. Sicuramente (stavolta) è indimenticabile.