Parlare di "città delle donne" significa occuparsi del futuro e della capacità delle nostre aree urbane di essere sostenibili e attente alle persone.
Servizi per l'infanzia, consultori e centri antiviolenza: la sfida per una cittadinanza piena si gioca ancora oggi negli spazi fisici e sociali che abitiamo.
Ad accendere il faro su quelle disuguaglianze sempre presenti "La città delle donne.
Spazi, servizi e lavoro per una nuova idea di cittadinanza", organizzato oggi a Bologna dall'ASviS nell'ambito della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.
Ad aprire i lavori il saluto della vicesindaca di Bologna, Emily Marion Clancy e il richiamo all'attualità del presidente dell'Alleanza Italiana per lo sviluppo Sostenibile (ASviS), Pierluigi Stefanini: "Senza politiche coordinate e coraggiose non riusciremo a costruire un'Italia davvero equa e sostenibile", perchè, come ha ricordato l'urbanista del Politecnico di Milano, Elena Granata, progettare la città attraverso lo sguardo di genere non significa creare spazi esclusivi per le donne ma smettere di concepirle su modelli astratti, riorganizzandole sulla base delle esigenze concrete della cittadinanza.






