Roma, 11 mag. (askanews) – Il paniere dell’italianità, i prodotti con marchi e bandiere che richiamano l’origine nazionale, si conferma in vetta alle scelte nel carrello della spesa, arrivando a rappresentare quasi il 30% dei prodotti agroalimentari sugli scaffali, trainato dall’attenzione dei cittadini per il cibo 100% tricolore. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati dell’Osservatorio Immagino Gs1 Italy diffusa in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood, dove è presente il presidente nazionale Ettore Prandini.
La bandiera italiana, la scritta “prodotto in Italia” e l’etichetta di origine 100% italiana, rappresentano di fatto il primo elemento di richiamo rispetto ad altri claim oggi presenti nella grande distribuzione organizzata. Non a caso, secondo l’ultimo rapporto Censis/Coldiretti, il 91% dei cittadini consumatori italiani chiede trasparenza su ciò che porta ogni giorno in tavola, perché solo l’origine obbligatoria in etichetta su tutti i prodotti alimentari consente scelte consapevoli. Al cibo anonimo la grande maggioranza degli italiani preferisce alimenti con identità chiara legata al territorio, chiedendo di conoscere la provenienza dei prodotti.
Quella dell’etichetta d’origine è una battaglia storica della Coldiretti, portata anche in Europa con 1 milione di firme raccolte per renderla obbligatoria su tutti gli alimenti in commercio nella Ue. In Italia l’indicazione di origine copre oggi circa i 4/5 della spesa, ma resta assente su diversi prodotti, dai legumi in scatola alla frutta nelle marmellate o nei succhi, dal grano usato per pane, biscotti e grissini fino alla carne e al pesce serviti nei ristoranti. L’obbligo europeo colmerebbe questa lacuna insieme alla necessità di ridiscutere la regola dell’ultima trasformazione prevista dall’attuale codice doganale, che sottrae oggi agli agricoltori almeno 20 miliardi di euro, secondo l’analisi Coldiretti.








