«Un conto è far avvicinare le navi e un altro è dirigerle direttamente verso Hormuz. In quest’ultimo caso servirebbe prima l’approvazione di una nuova missione, che prevede prima la tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione parlamentare. Un altro conto è fare avvicinare le navi: non sarebbe una missione Hormuz, ma un altro tipo di missione che si configurerebbe all’interno di altre missioni. In questo senso mi sono state prospettate dallo Stato maggiore una serie di ipotesi, tra queste Gibuti. In ogni caso ne parleremo con il Parlamento da mercoledì». Così all’agenzia Ansa il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

La base italiana a Gibuti

Nella Repubblica di Gibuti i militari italiani gestiscono la base militare italiana di supporto intitolata ad “Amedeo Guillet”. Si tratta di un avamposto strategico nel Corno d’Africa, dipendente dal Comando operativo interforze e operativo dal 2014, che fornisce supporto logistico e operativo a tutte le operazioni italiane e internazionali nell’area. È un crocevia per le linee di comunicazione marittime che dal Mediterraneo sono dirette, attraverso il Canale di Suez, verso il Golfo Persico, il Sud Est asiatico, il Sudafrica e viceversa, garantisce il supporto logistico agli assetti nazionali in transito sul territorio di Gibuti e a quelli impegnati nelle operazioni nella regione somala.