Consolidare il primato manifatturiero e preparare il sistema produttivo alle sfide dei prossimi decenni. È questa l’ambizione del piano industriale strategico per il rilancio della Regione Lombardia, che punta a rafforzare competitività, sostenibilità e apertura internazionale. Una visione di lungo periodo che, nelle intenzioni, supera la logica degli interventi frammentati per costruire un modello integrato di sviluppo. “Vogliamo consolidare e rafforzare la nostra posizione di prima regione manifatturiera d’Europa”, spiega l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi. “Nel 2022 la Lombardia ha raggiunto questo traguardo e da allora abbiamo iniziato a interrogarci su come mantenerlo e, allo stesso tempo, migliorarci ulteriormente. Un’analisi approfondita del sistema produttivo lombardo, confrontato con i benchmark nazionali ed europei, ha evidenziato alcuni ritardi, in particolare in tema di digitalizzazione, competenze e innovazione. Da qui nasce la scelta di assumere un ruolo più attivo come istituzione”.

Le “call”, cioè bandi che mettono in relazione le esigenze delle imprese con le proposte di startup e centri di ricerca, si inseriscono in questo quadro: l’obiettivo è costruire una rete in cui aziende, università e mondo dell’innovazione collaborano in modo strutturato. “La Regione non interviene al posto degli operatori, ma ne facilita l’incontro, creando le condizioni perché i bisogni delle aziende trovino risposte concrete”, sottolinea Guido Guidesi. “Questo approccio prende forma anche nei territori, attraverso le Zone di innovazione e sviluppo, aree pensate per concentrare imprese, competenze e infrastrutture capaci di accelerare progetti innovativi e attrarre investimenti”.