All’interno di un mercato fortemente condizionato dalle dinamiche macro, la Lombardia svetta come il baricentro dell’output di acciaio nazionale, con il 51% del totale, a quota 10,6 milioni di tonnellate, secondo l’elaborazione dell’ufficio studi di Federacciai per Confindustria Lombardia. Secondo i dati Cerved, l’industria siderurgica, intesa dalla produzione di acciaio alla sua trasformazione, nel 2024 ha generato un fatturato di 22 miliardi di euro, ovvero circa il 4,0% del fatturato nazionale del settore e il 6,9% del fatturato del manifatturiero della Lombardia.

In termini occupazionali, segnala ancora Federciacciai, il settore siderurgico della Lombardia, con oltre 26 mila addetti diretti, rappresenta il 3% della forza lavoro della manifattura lombarda, con un’incidenza superiore rispetto al 2,0% del totale nazionale. Il comparto non è solo un pilastro industriale, ma il motore dell’export. Questo spiega l’attenzione riposta anche dal legislatore, a cominciare dalla Regione che ha tenuto incontri sul territorio per presentare le Zis, a partire da candidature territoriali di aggregazioni spontanee, al fine di favorire la collaborazione tra pubblico e privato, la formazione e l’attrazione di talenti, di investimenti e di partnership locali, nazionali e internazionali.