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Un campione sempre più completo che con estrema umiltà, da numero uno del mondo, continua a farsi delle domande. Ecco cosa ha raccontato il coach australiano Darren Cahill

La forza di un campione come il nostro numero del mondo si misura anche dal senso delle risposte, come dopo il debutto vincente agli Internazionali di Roma contro l’austriaco Ofner. “Prima di ogni partita ho dei dubbi, è la cosa più normale. Se non senti il dubbio e la pressione vuol dire che non ci tieni, però sono più consapevole rispetto a tanti anni fa", ha dichiarato Jannik. Chi vuole provare a scoprire qualche altro “segreto” di un campione che l’Italia non ha mai avuto nella sua storia, può chiedere al coach australiano Darren Cahill, che assieme a Simone Vagnozzi hanno contribuito (e non di poco) alla crescita di Sinner.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, alla precisa domanda su cosa sorprende maggiormente dell’atleta azzurro, Cahill spiega che se ormai “non ci sono più sorprese dal punto di vista della personalità” visto il tanto tempo che trascorrono insieme, c’è ancora qualcosa che colpisce chi gli sta vicino. "Ha una grande consapevolezza di sé. Sa quale sia il suo posto nel panorama del tennis e nella vita: nel tennis è importante, nella vita di tutti i giorni non così tanto. Ed è normale così, perché lui pratica uno sport e fa qualcosa che ama, ma ci sono cose più importanti nella vita che colpire una pallina da tennis. E lo sa bene, per questo riesce a essere umile e tenere i piedi per terra. Penso che questo derivi in gran parte dall’educazione ricevuta dai suoi genitori".