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Ultimo aggiornamento: 6:51
di Francesco Miragliuolo*
C’è un problema politico, prima ancora che elettorale, nel modo in cui il centrosinistra si avvicina alle prossime elezioni. Non è la mancanza di un leader abbastanza forte: è l’eccesso di centralità del leader. Da anni la politica progressista sembra prigioniera di un riflesso condizionato, quello di ridurre il confronto pubblico a una competizione tra figure, a una narrazione personalizzata che sostituisce il conflitto sociale con il marketing. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno partecipazione, meno radicamento, più distanza.
Se davvero si vuole ricostruire un campo progressista, bisogna capovolgere la prospettiva: non aspettare gli elettori, ma andarseli a prendere. E per farlo serve tornare ai contenuti, anche quando sono complessi. È lì che si misura la credibilità.







