VASTO Nel giorno in cui l’Italia celebra la Festa della mamma, a Vasto ce n’è una che può stringere la figlia solo per un’ora, sotto controllo. Migliorano le condizioni di salute della gemellina di Nathan e Catherine, ricoverata da domenica scorsa all’ospedale di Vasto per un problema respiratorio. La piccola è monitorata costantemente dai medici. È sottoposta a terapie specifiche per affrontare in modo appropriato un’infezione respiratoria, forse di origine virale.

I genitori, provati e sotto pressione, hanno fatto sapere agli amici che si sono precipitati per avere notizie che la bambina «piano piano sta guarendo». Dietro il miglioramento clinico però, secondo i genitori, si nasconderebbe una sofferenza più profonda, quella emotiva. La bambina, raccontano, «è spaventata, è triste» chiusa in una stanza d’ospedale che appare ancora più piccola senza la presenza costante di mamma e papà. La coppia anglo-australiana può farle visita soltanto per un’ora al giorno, e sempre sotto la supervisione di una responsabile della casa famiglia di Vasto. Un tempo dunque scandito da visite brevi, controllate, insufficienti a colmare un legame che chiede presenza affettiva continua. Una condizione imposta dopo la sospensione della responsabilità genitoriale disposta dal tribunale per i minorenni dell’Aquila il 20 novembre 2025. Un provvedimento che ha stravolto la quotidianità del nucleo, che viveva un’esistenza a contatto con la natura, con l’essenziale, lontana da schermi, in libertà tra gli alberi, ora segnata da mesi difficili.