VICENZA - «Probabilmente siamo l'unica orchestra jazz in circolazione in Italia». Riccardo Brazzale, compositore, docente e direttore d'orchestra, in questo mese di maggio è impegnato completamente su New Conversations, il Festival jazz di Vicenza che festeggia l'invidiabile traguardo dei 30 anni di attività (programma nel sito vicenzajazz.org). Brazzale, tra i suoi mille impegni come musicista, nel 1996 ha deciso di lanciare una rassegna che nei decenni è cresciuta in modo chiaro. Basti pensare che in questo 2026 ci sono concerti che hanno già fatto registrare il tutto esaurito in prevendita.

Brazzale, come è nata questa bella storia? «Nel 1996 il Comune di Vicenza mi ha chiesto di proporre una serie di concerti. C'era un'assessora, Francesca Lazzari, che era appassionata di questa musica, ma poi un aiuto indispensabile è arrivato soprattutto da Luca Trivellato della Mercedes che è sempre stato parte integrante dell'organizzazione. Non nascondo che all'inizio avevamo un po' di paura».

Come siete riusciti a superare le difficoltà di partenza? «Abbiamo proposto concerti che puntavano anche sulla scena contemporanea, non solo i classici. Temevamo di non riuscire, ad esempio, a riempire il teatro Olimpico: è un posto da sempre impegnativo. Poi abbiamo allargato la proposta e durante il festival la musica è praticamente dappertutto, nei locali, nelle librerie. La gente se ne accorge perché magari in qualche vetrina puoi trovare esposta una tromba. So che ci sono persone attratte principalmente da questa atmosfera».