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10 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:53

L’assetto delle agevolazioni edilizie per l’anno solare 2026 impone al contribuente una pianificazione fiscale rigorosa, definita da una netta distinzione tra le tipologie di immobile coinvolte. Il bonus condizionatori si conferma come lo strumento principale per il recupero delle spese di efficientamento termico, ma abbandona l’uniformità del passato per introdurre un sistema a due velocità che premia prioritariamente la residenza principale. La normativa vigente stabilisce che il diritto alla detrazione sia vincolato alla natura dell’impianto, alle modalità di pagamento e alla corretta gestione documentale, eliminando ogni margine di approssimazione per chi intende accedere allo sgravio fiscale senza incorrere in sanzioni o decadenze amministrative.

Il parametro fondamentale per determinare l’entità del bonus condizionatori nel 2026 risiede nella classificazione dell’immobile oggetto dell’intervento. Per le abitazioni principali, ovvero le unità immobiliari in cui il richiedente risiede anagraficamente e dimora abitualmente, la detrazione fiscale è fissata nella misura del 50% delle spese totali sostenute. Qualora l’intervento riguardi invece le seconde case, come immobili a disposizione o locati, l’aliquota subisce una contrazione significativa, scendendo al 36%. Questa dicotomia riflette una precisa scelta politica volta a modulare il sostegno statale in base all’uso effettivo dell’unità abitativa, rendendo l’investimento sulla casa di residenza sensibilmente più vantaggioso rispetto a quello sugli immobili secondari.