Le pale eoliche che laggiù nella contrada nessuno vuole allungano la propria ombra su una delle rocche più belle d’Italia. Con una sentenza che potrebbe pesare nel dibattito nazionale sulle rinnovabili, il Tar dell’Umbria ha annullato il diniego con cui la Regione aveva bocciato il progetto “Phobos”, l’impianto da sette maxi pale eoliche previsto tra Orvieto e Castel Giorgio. Secondo i giudici l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto si era già formata per “silenzio assenso”, rendendo illegittimo il successivo stop imposto da Palazzo Donini. Una decisione che riapre una delle vicende più controverse degli ultimi anni in Umbria, dove la transizione energetica si è intrecciata con la mobilitazione di residenti, agricoltori, amministratori locali e figure del mondo della cultura come la regista Alice Rohrwacher e lo stilista Alessandro Michele, convinti che il progetto possa stravolgere il paesaggio dell’Alto Orvietano.

La vicenda inizia nell’agosto 2021, quando RWE Renewables Italia presenta al ministero della Transizione Ecologica la richiesta di Valutazione di impatto ambientale e alla Regione Umbria l’istanza di Autorizzazione Unica per costruire un impianto da sette aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno alti fino a 200 metri da costruire sull’Altopiano dell’Alfina. Subito il progetto incontra forti resistenze. Comitati civici, associazioni ambientaliste e residenti contestano l’impatto dell’opera, ritenendola incompatibile con un’area di pregio storico e naturalistico situata tra Orvieto, Civita di Bagnoregio e il lago di Bolsena e nella procedura emergono pareri contrastanti: se la Commissione tecnica Pnrr-Pniec da l’ok, il ministero della Cultura si dice contrario. Lo scontro arriva quindi in Consiglio dei ministri, che il 27 giugno 2023 approva la compatibilità ambientale dell’opera.