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Nel frattempo la Flotilla ha raggiunto la Turchia e nelle prossime ore ha annunciato che riprenderà il viaggio verso Gaza

Con qualche ora di anticipo, Israele ha annunciato di aver espulso dal Paese Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Flotilla posti in stato di fermo con accuse gravissime dopo l’operazione in acque internazionali, davanti a Creta, delle Idf. È stato il ministro degli Esteri di Tel Aviv ad annunciare il rilascio ma la notizia circolava già da qualche ora: “Dopo la conclusione delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, membri della flottiglia di provocazione, sono stati espulsi oggi da Israele”.

Non è chiaro adesso dove i due siano stati espulsi, è probabile che la loro destinazione sia la Grecia, oppure la Turchia, dove si trovano attualmente le 57 barche della Flotilla, ripartite l’8 maggio dalla Grecia con l’intenzione di andare comunque a tentare di attraversare il confine delle acque territoriali bloccate da Israele. È un’operazione che è nata fallita in partenza, come hanno segnalato anche la relatrice dei diritti umani dell’Onu, Francesca Albanese, e alcune associazioni palestinesi, perché andrà a infrangersi inevitabilmente con il blocco navale di Israele, che non lascerà passare nemmeno una barca in direzione di Gaza. È incomprensibile come un manipoli di attivisti siano convinti di riuscire a superare un blocco navale militare con qualche decina di piccole barche, a meno che non abbiano valutato questa opzione fin dall’inzio e allora non sia parte del piano essere bloccati.