«Era molto difficile trovare alberghi liberi e so che c’è qualche problema col parcheggio, così abbiamo scelto di alloggiare in mare». Enrico Crocco, presidente degli Alpini di Valdagno (Vicenza) ha organizzato tutto nei minimi dettagli: ha contattato Moby e accettato la proposta di affittare un intero traghetto ormeggiato alle Stazioni marittime del porto di Genova per due notti, 1.300 ospiti al costo di 260.000 euro (200€ a testa), comprensivi di due colazioni e due cene. «Abbiamo anticipato noi ma eravamo sicuri di recuperare - spiega - Abbiamo fatto un po’ di passaparola sui social e abbiamo riempito tutta la nave». E così gli alpini, simbolo per eccellenza della montagna, alloggiano cullati dalle onde del mare. Il ponte del traghetto pullula di cappelli con la penna nera, dove i canti dei marinai lasciano il posto a quelli di montagna. Da quanto risulta a Crocco «è la prima volta che gli alpini alloggiano sul mare, abbiamo già viaggiato in traghetto per esempio per l’adunata di Catania, ma poi si scendeva e l’alloggio era in città. Sarà difficile ripetere un’esperienza così».
Meglio a bordo o nei rifugi? «Sono due esperienze completamente diverse - dice sorridendo - Qui c’è una certa comodità perché siamo vicini al centro, ci spostiamo in metro o a piedi. E abbiamo avuto la possibilità di parcheggiare qui: so che a Genova è un problema per tutti. Noi abbiamo in totale trecento posti auto tra quelli attorno al traghetto e quelli all’interno, dove abbiamo fatto sistemare i pullman. E comunque, come dicevo ai comandanti: loro si aspettavano alpini che si fermano sulla nave, invece noi usciamo al mattino e rientriamo la sera, e se rientriamo al pomeriggio per una pausa poi usciamo e rientriamo al mattino, per cui l’uso della cabina è simbolico da un certo punto di vista. Ma l’atmosfera a bordo quando ci ritroviamo è molto buona».








