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All'inizio del post si è scusato, avrebbe dovuto fermarsi lì. E invece...
Quando la toppa è peggio del buco, direbbero a Roma. Il riferimento è all'ultimo post del giornalista Massimo Giannini, tornato sulle polemiche che lo hanno travolto martedì scorso. Era ospite di Giovanni Floris quando, nel tentativo di ridimensionare il dato politico della longevità del governo Meloni, ha scelto queste parole: “La longevità è sicuramente un pregio, ma è condizione non sufficiente per fare un buon governo. È come un essere umano, siamo tutti contenti se un essere umano vive fino a cento, centodieci anni, ma bisogna vedere in che condizioni ci arriva.
Se passa gli ultimi venti anni della sua esistenza immobile, su una sedia a rotelle a non fare nulla, è inutile che sia vissuto così tanto”. La gogna mediatica nei suoi confronti ha fotografato appieno i tempi (disumani) che corrono. Se, però, si vuole tentare persino di giustificarsi, allora vuol dire che non si è compreso l'errore commesso. Primo, perché scrivendo (a differenza della tv) si ha il tempo per riflettere, e secondo perché attaccare non dovrebbe essere un modo per difendersi.






