AURONZO DI CADORE (BELLUNO) - A circa mezzo secolo dalla sua realizzazione, ieri (8 maggio) lo stadio del ghiaccio di Auronzo di Cadore ha visto la sua mastodontica copertura metallica alle 16.30 precise adagiarsi al suolo sul suo fianco meridionale tra il fragore delle cariche esplosive controllate che erano state collocate ai suoi piedi nella mattinata. Per così dire al gran "botto", come definito in un'occasione dal sindaco del paese cadorino, Dario Vecellio Galeno, ha assistito una folla di persone, molti i giovani, fra cui un folto gruppo di turisti di passaggio e altri giunte anche dai dintorni, attirati dall'insolito evento.

Spalti gremiti sono stati via Venezia e la sponda destra idrografica del lago: tutti con lo smartphone in aria per registrare il momento. Molti sono affluiti per un ultimo sguardo a quello che è stato un luogo di spensieratezza, di tifo acceso durante le manifestazioni sportive, di partecipazione ad epici incontri di hockey su ghiaccio, ma anche di disco-dance sui pattini. Inevitabilmente sono scattate in tanti presenti le rievocazioni.

Così c'è chi ha rivangato che nell'occasione della presentazione del progetto, l'architetto Edoardo Gellner aveva spiegato perché avesse concepito una così alta struttura in metallo per sostenere la copertura dell'impianto. L'idea era quella di permettere a quanti transitavano per via Roma di poter vedere il lago di Santa Caterina attraverso le "finestre" costituite dall'orditura di sostegno.