Per 123 anni il Flatiron Building non ha mai avuto una luce propria di notte. Lo si vedeva di riflesso: i lampioni di Broadway, le insegne di Madison Square, i fari delle auto sulla Fifth Avenue. Adesso no. Da poche settimane una «corona dorata», progettata dallo studio newyorkeseL'Observatoire International, avvolge i cinque piani sotto il cornicione, illuminando per ala prima volta la facciata Beaux-Arts in calcare, mattone e terracotta che Daniel Burnham disegnò nel 1902, quando fu inaugurato come The Fuller Building. Il restauro da oltre 161 milioni di dollari, che ha fatto riemergere una terrazza “scomparsa” per oltre un secolo, trasformerà l’edificio da torre per uffici a condominio di lusso, dove gli appartamenti da mezzo piano o piano intero possono avere prezzi tra i 10 e gli oltre 50 milioni di dollari.
La trasformazione del simbolo di Manhattan in condominio di lusso
A guidare la conversione è la Brodsky Organization insieme al Sorgente Group, il gruppo italiano che è tra i proprietari dell’edificio. Il tono della nuova illuminazione è caldo, arancio ambrato, e non è un caso. Un’inchiesta recente del New York Magazine ha documentato come le finestre degli appartamenti newyorkesi stiano passando a tonalità sempre più calde: arancio, ambra, rosso tenue. Non è solo una moda di interior design. Designer e lighting consultant spiegano che i residenti stanno abbandonando la luce bianca dei Led per qualcosa di più cinematografico e avvolgente: il magazine lo ha paragonato ai toni dei deserti della saga di fantascienza Dune.







