MOSCA. Sulla piazza Rossa di Mosca si svolge l'annuale parata per ricordare la vittoria dell'Unione Sovietica sulla Germania nazista nel 1945. Ma per la prima volta, non sono stati fatti sfilare carri armati e pezzi di artiglieria pesante per il timore di attacchi dall'Ucraina. Nonostante la tregua di tre giorni confermata ieri dal presidente americano Donald Trump, e la promessa di Kiev di rispettarla, la Russia non ha voluto correre rischi. La cerimonia si è aperta con militari russi che sventolavano la bandiera della Federazione sul pave' della piazza. Pochi i leader stranieri presenti, a differenza delle grandi manifestazioni dell'anno scorso per l'80esimo della vittoria. Solo cinque i presidenti che hanno deciso di andare a Mosca: il bielorusso, il kazako, il malese, il laotiano e l'uzbeko. Nell'Unione europea, ha deciso di presenziare il premier slovacco Robert Fico. Il presidente Vladimir Putin, accompagnato dai pochi ospiti stranieri presenti, tra i quali il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko e kazako, Kassim-Jomart Tokayev, si è recato sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, per deporre fiori in onore dei caduti in quella che in Russia è conosciuta come la Grande guerra patriottica.
Mosca, la Parata della Vittoria. Putin: “Combattiamo contro una forza aggressiva sostenuta dalla Nato”
Per la prima volta, non sono stati fatti sfilare carri armati e pezzi di artiglieria pesante per il timore di attacchi dall'Ucraina












