L’impronta 33, un palmo destro stampato sul muro delle scale della villetta di via Pascoli, è da subito apparsa agli investigatori del RIS come “quella che faceva senso”, così la definisce uno degli investigatori. A colpire non è solo la posizione, ma le sue caratteristiche. Si trova sul vano scala, poco sopra il punto in cui venne lanciato il corpo di Chiara Poggi. Secondo la dinamica ricostruita, l’assassino, impegnato a spostare il cadavere in una scala ripida, tortuosa e senza corrimano, si sarebbe appoggiato proprio lì con la mano destra, in un punto più alto del normale per via dell’ingombro del corpo.

Durante una discesa ordinaria, invece, ci si appoggerebbe naturalmente all’altezza del busto.Ciò che rendeva l’impronta particolarmente sospetta era il suo aspetto: sembrava lasciata da una mano bagnata. Dopo trattamento con ninidrina si è colorata di viola intenso, con una macchia in prossimità di una dita e piccole proiezioni di gocce (satelliti). Gli esperti spiegano che con un palmo asciutto "quell’impronta non esce".

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