Cambiano i capi di governo in Ungheria, ma il rapporto con l’Italia e Giorgia Meloni resta intatto. Péter Magyar ha vinto le elezioni meno di un mese fa, mettendo fine all’epopea di Viktor Orbán, ma gli entusiasmi della sinistra italiana, già raffreddatisi, ieri hanno ricevuto una doccia gelata. Magyar, conservatore e leader di un partito che appartiene all’ala destra dei Popolari europei, pur non essendo ancora entrato in carica, ha scelto Meloni come primo leader con cui avere un incontro bilaterale.
È lui stesso, a colloquio finito, a fare un bilancio sui social network: «Abbiamo constatato che Italia e Ungheria condividono posizioni simili su molte questioni, che si tratti di adottare misure decisive contro l’immigrazione illegale, dell’adesione all’Ue dei Paesi dei Balcani occidentali o del rafforzamento della competitività degli Stati membri». Fa sapere di avere invitato Meloni in Ungheria e di avere concordato un sostegno agli investitori dei due Paesi, nonché il completamento nel più breve tempo possibile del terminal ungherese nel porto di Trieste. Chiude augurando «lunga vita all’amicizia italo-ungherese». Considerazioni che Magyar accompagna con un video dell’incontro in cui ha messo come sottofondo la musica dei Ricchi e Poveri: “Sarà perché ti amo”, manco a dirlo.











