Da esperta di azioni legali temerarie, per lunga esperienza, un paio di cose vorrei dire. Prima di tutto. Non sono querele. Le querele sono azioni penali che mirano a definire chi ha ragione e chi ha torto: sarebbero le benvenute, così chi ha ragione potrebbe dimostrare di aver ragione, pur nei tempi infinitamente lunghi di un sistema giudiziario al collasso, povero di persone e di denari. Un sistema che ti punisce con la lentezza del giudizio, ti tiene in sospeso decenni e ci invecchi, a volte ti ammali, a volte muori. Questo bisognerebbe fare, a proposito di riforma della giustizia, altro che correnti e carriere: bisognerebbe renderla compatibile con i tempi della vita degli umani.

Ma, dicevo: queste non sono querele. Sono azioni civili, cause di risarcimento danni e guardate che non è un cavillo da esperti: è essenziale. Le cause civili sono una ritorsione economica. Intanto intacco le tue risorse, il tuo stipendio. Intanto ti blocco i conti correnti, poi vediamo.

È il modo che chi ha potere usa per mettere a tacere chi non ne ha: non parlare di me se no ti rovino. Non è solo con le pistole che si minaccia: il ricatto dei soldi è più pulito. Oltretutto. Chi alla fine avrà avuto torto, mettiamo il potente, non dovrà risarcire per aver impegnato la giustizia anni e anni pur essendo colpevole. Niente, non paga pegno.