La distanza più grande, oggi, non è quella in classifica, ma quella emotiva. Tra il Milan e i suoi tifosi si è aperta una frattura profonda, alimentata da mesi di delusioni e resa ancora più pesante dallo scudetto vinto dall’Inter e dalla corsa nerazzurra fino alla finale di Coppa Italia, dopo una vittoria contro la Lazio di Maurizio Sarri appare più che possibile.

Fino a poco tempo fa il bersaglio principale della contestazione era Gerry Cardinale, accolto a San Siro dai cori “Cardinale vendila”. Adesso però qualcosa è cambiato. La rabbia del popolo rossonero si sta spostando sempre più verso l’a.d. Giorgio Furlani, tanto che online cresce una petizione contro il dirigente del club, arrivata in poche ore a numeri enormi.

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Il problema, per molti tifosi, non è soltanto perdere. È non capire dove stia andando il Milan. Non si vede una linea chiara, non si percepisce una strategia sportiva solida e ogni settimana emergono nuove indiscrezioni che aumentano la confusione. Il possibile addio di Igli Tare, il ruolo ancora indefinito di Zlatan Ibrahimovic all’interno della società, i rapporti complicati con Massimiliano Allegri: tutto contribuisce a dare l’impressione di un club sospeso, senza una vera identità tecnica e dirigenziale.