L’attore e regista ospite al Riviera International Film Festival di Sestri Levante racconta un aneddoto legato all’ex patron della Sampdoria
Sestri Levante – “I Cesaroni 8? Magari!”. Claudio Amendola vorrebbe un sequel del ritorno che ha visto lui e la sua amata “famiglia” della Garbatella tornare in TV dopo tanti anni. Un ostacolo? L’inizio della prima serata alle ore 10, che trasforma un programma per famiglie in un prodotto più facile da fruire sulle piattaforme di streaming. Ecco che le dovute valutazioni si faranno non solo in base ai dati di ascolto, ma anche tenendo conto di chi segue la serie dallo smartphone o preferisce guardarla on demand. Una piccola frecciatina nei confronti di chi fa i palinsesti: sia Canale 5 sia Rai, infatti, hanno deciso di ridurre il numero di puntate in prima serata da due a una, dato che sempre più ascoltatori lamentavano l’inizio del prime time alle 10, a causa dei programmi di intrattenimento che sempre più si sono estesi nella programmazione.
Al Riff di Sestri Levante l’attore e regista ha ripercorso la sua carriera. Figlio d’arte, dell'attore e doppiatore Ferruccio Amendola e dell'attrice e doppiatrice Rita Savagnone, ben presto ha capito che però il doppiaggio non avrebbe fatto per lui. “I doppiatori vivono al buio dalle 9 alle 7 di sera in sale dove un tempo si fumava pure. In volto erano tutti verdi o grigi e a me sta cosa mi ha sempre angosciato, quando ho capito che l’attore si poteva fare pure fori ho detto ‘meglio’. Non ho nemmeno mai fatto teatro perché non ho poi più avuto il tempo di fare una tournée, ho lavorato tantissimo”. C’era poi il fattore romanaccio, dato che anche da bambino ad un provino per “La luna”, Bertolucci chiese alla madre: “ma questo bimbo parla anche italiano?”.







