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Venezia, 8 mag. (askanews) – L’isola di San Giacomo, nella Laguna Nord di Venezia, è la nuova sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione non profit per l’arte contemporanea nata nel 1995. Si aggiunge a quella di Torino e di Guarene, con Palazzo Re Rebaudengo e il Parco d’arte tra le colline di Langhe e Roero, e a quella in Spagna, che non ha ancora una sede stabile ma è presente con le mostre promosse nella capitale dalla Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo Madrid. Come è stato per ognuna di queste sedi, anche l’identità di San Giacomo nasce in stretta relazione con il luogo in dialogo con il territorio e aperto alla scena dell’arte internazionale e alle rotte culturali che a Venezia si incrociano grazie alle Biennali e alla ricca offerta espositiva delle istituzioni pubbliche e private della città. Situata fra Murano e Burano l’isola è stata un monastero femminile e un luogo di sosta aperto ai viandanti e ai naviganti che attraversavano la Laguna. Sotto Napoleone, il monastero fu demolito e l’isola di San Giacomo venne trasformata in presidio militare, poi passato nel tempo all’esercito austriaco e italiano. Le architetture religiose lasciarono spazio a polveriere, depositi di armi e strutture difensive. Dopo il 1961, cessato l’uso militare, l’isola entrò in un lungo stato di abbandono. Isola di San Giacomo 2022-2026, A Story in Images nel Project Space mostra una selezione di scatti dalle campagne fotografiche di Giovanna Silva e di Antonio Fortugno dedicate al cantiere di restauro. Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo da Cassa Depositi e Prestiti, San Giacomo è stata trasformata in un laboratorio innovativo di arte e sostenibilità.







