SAN MARTINO DI LUPARI (PADOVA) - L’ex vigilessa di Asolo Diletta Miatello, già condannata anche in Appello per il duplice omicidio dei suoi genitori, ha rinunciato alla Cassazione. La sua pena è così diventata definitiva e dovrà scontare dentro a una cella del carcere femminile di Venezia, dove è stata trasferita da Trento, 23 anni e 6 mesi. In secondo grado davanti ai giudici lagunari, affiancata dalla legale Elisabetta Costa, aveva presentato una richiesta di concordato.
Di fatto una sorta di patteggiamento, con la promessa di rinunciare poi al terzo grado di giudizio. In questo modo ha ottenuto uno sconto di quattro anni, rispetto ai 28 che le erano stati inflitti in primo grado, e ha mantenuto la parola rinunciando a presentarsi davanti ai giudici della Corte suprema. La mamma 54enne di San Martino di Lupari non ha mai ammesso di avere massacrato mamma e papà nella loro villetta di via Galilei.
In primo grado il pubblico ministero Marco Brusegan, titolare delle indagini, aveva chiesto l’ergastolo con l’isolamento diurno per sei mesi, ma i giudici avevano escluso l’aggravante della crudeltà nei confronti del padre, riconoscendo l’infermità solo parziale della donna. Al centro della linea difensiva c’era la patologia mentale di cui Miatello è affetta, un disturbo paranoide della personalità aggravato dall’uso massiccio di benzodiazepine. E anche nel ricorso in appello con tanto di concordato, l’avvocata ha insistito sulla presunta incapacità di intendere e di volere della sua assistita al momento dei fatti, allegando una documentazione clinica che includeva diagnosi pregresse di episodi dissociativi e amnesie.







