Organizzare una postazione smart working significa costruire un piccolo ambiente di lavoro dentro casa. Quando il lavoro da remoto diventa abituale, anche solo per alcuni giorni alla settimana, la postazione deve aiutare a lavorare meglio e a stancarsi meno. Facendo qualche esempio veloce, lo spazio scelto deve permettere di muoversi bene, la luce non deve creare noie durante la giornata e la seduta deve sostenere il corpo per molte ore. Schermo e accessori, inoltre, devono essere sistemati in modo da evitare tensioni continue.
Una postazione troppo bassa, ad esempio, porta a piegare il collo, mentre un tavolo instabile rende più scomodo usare tastiera e mouse. A livello di spazio, un ambiente buio affatica la vista, mentre eventuali riflessi sullo schermo costringono gli occhi a uno sforzo costante. Dopo qualche ora, è normale avvertire i primi problemi, come la rigidità alla schiena, un fastidio ai polsi e il calo della concentrazione.
Anche dal punto di vista organizzativo il lavoro agile richiede attenzione. Il Protocollo nazionale sul lavoro agile richiama l’accordo individuale tra azienda e lavoratore. In quell’accordo devono trovare posto gli strumenti usati per lavorare, i tempi di riposo, il diritto alla disconnessione e le modalità operative. Per questo l’home office va trattato come una postazione di lavoro vera e propria, pensata con metodo e mantenuta in ordine nel tempo.








