Emanuele Filiberto e Adriana Abascal hanno ripreso a frequentarsi. Ma a una condizione. Che il principe di Casa Savoia sia un uomo libero, non più sposato. E il settimanale Oggi rilancia un'incredibile indiscrezione. Una frase che Emanuele Filiberto avrebbe pronunciato a Tokyo qualche giorno fa dove il nipote di re Umberto II fino era in visita insieme alla figlia Vittoria, principessa di Carignano. La frase sarebbe questa: «Da mille anni, da quando la dinastia da cui discendo si affacciò alla storia sulle alpi occidentali, sulla terra di Savoia, la mia Casa è cattolica e ha dato alla Chiesa figli devoti. Io sono profondamente ed intimamente legato al Pontefice romano e ho in animo di chiedere che il mio matrimonio, celebrato a Roma in Santa Maria degli Angeli, con Clotilde Courau, sia sciolto davanti al Tribunale della Sacra Rota».
Insomma dopo aver avviato le pratiche del divorzio con l’attrice francese Clotilde Courau con cui si è sposato a Roma nella basilica di Santa Maria degli Angeli il 25 settembre 2003 ora sarebbe pronto anche ad annullare il suo matrimonio davanti a Dio. Tutto per amore della sua Adriana...
Una pratica. Non nuova tra i reali. Il settimanale Oggi, diretto da Andrea Biavardi, elenca alcuni celebri esempi. In primis "il principe Amedeo di Savoia duca d’Aosta, sposatosi nel 1964 a Sintra in Portogallo, con Claudia d'Orléans, da cui ebbe tre figli. La coppia ottenne l’annullamento del matrimonio dalla Rota nel 1987, dopo aver divorziato civilmente già nel 1982. Anche nella famiglia Grimaldi si è ricorsi alla nullità del matrimonio nel caso di Caroline, figlia primogenita del principe Ranieri e della moglie Grace Kelly. Caroline sposò nel 1978 a Montecarlo il banchiere parigino Philippe Junot ma il loro matrimonio finì presto, dopo due anni. I Grimaldi si rivolsero alla Rota per fare dichiarare la nullità delle nozze religiose, ma fu solo nel 1992 che papa Giovanni Paolo II istituì una speciale commissione per occuparsi del caso. Il provvedimento arrivò lo stesso anno".






