Dopo anni di forte crescita la nautica professionale inizia a sentire il peso della concorrenza e, nonostante i numeri confermino una crescita attorno al 5%, con un impatto economico di 663 milioni di euro e un contributo al Pil ligure di 234 milioni e 3240 posti di lavoro, i volumi di traffico segnalano un calo, dell’8,5%.
Secondo i numeri presentati da Teha (The European House — Ambrosetti), nel corso di un convegno, le aziende associate a Genova for Yachting hanno gestito nel 2025 oltre 18 mila toccate, per una presenza di 71 mila giorni e 12400 persone, con una flessione delle imbarcazioni più piccole, tra i 15 e i 25 metri, compensate dalla permanenza delle oltre 90 metri.
«Questa dinamica che si è iniziata a vedere da un paio d’anni — spiega Emiliano Briante, partner di Teha — mette in luce la competizione che Genova sta avendo anche con altre realtà, come Barcellona e la Costa Sud della Francia, paragonabili per attrattività e dimensioni. Noi siamo molto competitivi su competenze e servizi, un po’ meno per infrastrutture e burocrazia». Il comparto, quindi, chiede alle istituzioni un cambio di passo su tre direttrici: spazi, semplificazione e pianificazione.
«Serve uno snellimento delle procedure per gli accessi e il lavoro nelle aree portuali — sottolinea Giovanni Costaguta, presidente di Genova for Yachting — percepite dal cliente come complicazioni che altri competitor non hanno. E il tema degli spazi e delle banchine è prioritario. Siamo in una fase in cui stiamo incominciando a perdere opportunità, se non si inverte subito la tendenza, si rischia che il mercato si orienti altrove».













