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Luigi Salomone 07 maggio 2026
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Occhio al giallo perché, almeno in campionato, c’è il derby all’orizzonte. La Lazio giocherà sabato in campionato contro l’Inter col pensiero alla Coppa Italia e al derby che attende i biancocelesti peraltro in condizioni ambientali mai viste prima: tutto l’Olimpico sarà solo giallorosso, una difficoltà in più per i giocatori di Sarri che arriveranno alla sfida, a prescindere dalla scelta definitiva su data e orario, stanchi per la fatica della finale. Ieri la squadra è rimasta a riposo, Sarri ha concesso un giorno libero per ricaricare le pile in vista del tour de force che attende la squadra con tre partite in otto giorni e[/TESTO-BASE], per tutti questi motivi, si cercherà di gestire in modo ottimale le risorse e soprattutto le energie dei giocatori. A cominciare dai diffidati, peraltro tre nomi eccellenti come Tavares, Taylor e Pedro, tutti a rischio squalifica contro la Roma se venissero ammoniti dall’arbitro Abisso nell’inutile gara di campionato.
Le valutazioni sono in corso ma dovrebbe prevalere la linea di lasciarli tutti in panchina, di sicuro almeno i primi due che hanno maggiori possibilità di prendere un giallo rispetto all’attaccante spagnolo. Pellegrini e Dele-Bashiru dovrebbero partire dall’inizio mentre Pedrito entrerà solo in caso di necessità. La Lazio vuole chiudere all’ottavo posto per evitare il preliminare di Coppa Italia in caso di mancato successo nella finale e quindi anche sabato serve un’altra prestazione seria per evitare una sconfitta che potrebbe pesare dal punto di vista psicologico quattro giorni dopo. Tra l’altro da Appiano Gentile Chivu sembra orientato a tenere a riposo tutti i big per averli freschi mercoledì prossimo alle 21 quando ci sarà in palio l’ultimo trofeo stagionale per le squadre italiane, già tutte fuori dalle coppe europee. E, ovviamente, le seconde linee dell’Inter sarebbero quasi tutte titolari nella Lazio attuale e quindi in grado di battere i biancocelesti anche perché c’è il precedente del dicembre 2024 da riscattare. Quella notte maledetta la squadra di Baroni ne prese sei e, da quel giorno, la magia di un gruppo che per tre mesi aveva incantato tifosi e critici sparì tornando solo a intermittenza fino al tracollo definitivo nell’ultima giornata contro il Lecce.







