A Milano si chiamava Ramy. In Valle d’Aosta si chiama Davide Suvilla. Due storie diverse, due dinamiche differenti, come le due indagini, ma c’è lo stesso punto politico e giudiziario che ritorna: che cosa devono fare le forze dell’ordine quando qualcuno decide di non rispettare l’ordine di fermarsi? Per di più se chi viene inseguito, un pregiudicato, sta guidando in una strada pubblica un camion da 15 tonnellate appena rubato e ha già provato a speronare più volte le due gazzelle della polizia.
Che il ministero della Cultura dissipi centinaia di milioni di euro per finanziare produzioni cinematografiche quantomeno discutibili, per usare un eufemismo, è un dato di fatto, accertato negli ultimi mesi da molti (anche se non tutti: qualche coraggioso giapponese resiste nelle ridotte della mangiatoia di Stato) protagonisti del settore.
È notevole l’attesa che si registra per la visita di Marco Rubio in Vaticano. Il capo del Dipartimento di Stato americano incontrerà stamane Leone XIV e il cardinal segretario di Stato, Pietro Parolin, mentre domani vedrà Giorgia Meloni alle 11.30 e, a seguire, avrà colloqui bilaterali con Antonio Tajani e Guido Crosetto.
Crisi internazionale e crisi energetica. Soprattutto questo sul tavolo del vertice di maggioranza che si è svolto ieri a Palazzo Chigi. Con Giorgia Meloni, a fare il punto sulle priorità, il vicepresidente del Consiglio e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega Matteo Salvini e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi.









