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Secondo la procura, Sempio potrebbe essere fuggito dal retro per raggiungere casa della nonna, senza mai andare a Vigevano

A quasi 19 anni dal delitto, la procura di Pavia sta riscrivendo l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Nonostante i dubbi e lo scetticismo sulla nuova indagine espressi in più riprese, Fabio Napoleone e i suoi uomini sembrano convinti di essere arrivati a una nuova verità, divergente da quella processuale scritta dalla Corte di Cassazione, che mette al centro Andrea Sempio, unico indagato. In primis la durata: l’azione omicidiaria non è stata breve, come contestato ad Alberto Stasi, non si è esaurita in 23 minuti ma si è protratta. E poi anche la dinamica, completamente differente rispetto al passato, riscritta grazie alla nuova Bpa del Ris di Cagliari e all’analisi della dottoressa Cristina Cattaneo.

L’azione omicidiaria non sarebbe partita alle 9.12 ma molto dopo, almeno “mezz’ora dopo la colazione”, come si evince dalle indiscrezioni. A quell’ora, infatti, Chiara Poggi pare sia scesa in sala e abbia fatto colazione, aprendo la porta di casa per i gatti, quindi togliendo l’allarme e non chiudendo la porta con la mandata. L’omicio, pertanto, non sarebbe iniziato prima delle 9.45, quando Stasi fa il primo squillino a Chiara Poggi, senza risposta.