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Dopo che Unicredit ha aumentato al 35%, il governo tedesco punta a superare il 12%
Il governo di Berlino si attiva per contrastare Unicredit, che ha ormai in pugno il 35,5% di Commerzbank tra la quota realmente posseduta e i derivati. Secondo indiscrezioni, l'esecutivo guidato da Friedrich Merz vorrebbe utilizzare la banca statale KfW per aumentare la sua quota del 12% e costituire un pacchetto azionario sufficientemente robusto da bloccare la scalata del gruppo di Andrea Orcel. Intanto, ieri è emerso un ulteriore colpo di scena: la banca d'affari statunitense Jefferies, attraverso derivati, è salita all'11,09% fiutando quella che si preannuncia essere una battaglia tra la banca italiana e il governo tedesco che sta faticosamente cercando un cavallo bianco per contrastare l'avanzata di Unicredit. Proprio Jefferies potrebbe mettere sul piatto una fetta di azioni decisiva: non si sa se a favore del governo tedesco o di Unicredit. L'avvio dell'offerta pubblica e di scambio e il nuovo derivato della banca italiana per opzionare un altro 5,56% di Commerz stipulato con Nomura (mossa su misura per togliere spazio a un eventuale alleato di Berlino) ha fatto scattare l'ira del ministero delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil: «Sottolineamo ancora una volta che questo approccio di Unicredit, dal nostro punto di vista, è del tutto inappropriato e scorretto», ha detto il portavoce del ministero delle Finanze, Sebastian Hille, in conferenza stampa, rispondendo ad una domanda sull'Ops di Unicredit per l'acquisizione di Commerzbank. Il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, ha poi ribadito che «la posizione del governo è già nota. Berlino sostiene la strategia di indipendenza di Commerz e ritiene che un'acquisizione ostile e aggressiva, soprattutto considerando che si tratta di una banca di rilevanza sistemica, non sia accettabile».






