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Ultimo aggiornamento: 7:15

La storia economica ci mostra come molte istituzioni siano sorte e poi si siano radicate stabilmente. Nel Novecento questo è il caso del sistema pensionistico pubblico. Nato nel 1919, il sistema della previdenza italiana si è consolidato e oggi assorbe una quota importante del reddito nazionale.

L’introduzione del reddito universale di base, cioè di un reddito staccato dal lavoro, otterrà lo stesso successo diventando l’innovazione sociale più importante di questo secolo? La domanda non è banale. In un recente discorso l’oligarca miliardario Elon Musk ha proposto proprio l’introduzione di questo strumento per arginare la disoccupazione di massa che sarà, secondo la sua opinione, creata dall’imminente rivoluzione tecnologica. In pratica, lo Stato dovrebbe versare un assegno mensile ai lavoratori che perderanno il posto a causa dell’intelligenza artificiale. Proposta stravagante oppure anticipazione di un futuro più che prossimo?

Il tema del reddito universale di base, un reddito per tutti sganciato dal lavoro, non è nuovo. Gli studiosi si sono occupati di questo argomento da qualche anno e alcune piccole sperimentazioni sono state fatte. I risultati teorici non sono stati conclusivi, mentre politicamente la proposta è stata accolta solo in piccoli circoli di ispirazione socialista o comunitaria. Il fatto che sia stata ripresa dall’oligarca americano dà nuovo smalto a questa vecchia idea, ma con delle finalità differenti.