Dopo il terremoto del Friuli sono nate la Protezione Civile e il sistema che dà ai sindaci i poteri di coordinamento degli interventi in caso di calamità naturali e ieri, al termine della celebrazione dell’anniversario del sisma a Gemona del Friuli, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata consegnata una lettera per chiedere un aggiornamento proprio della normativa sulla responsabilità e tutela di sindaci e coordinatori nelle attività di Protezione civile «Mattarella ci ha detto 'sono con voi'», spiega Ermes De Crignis, sindaco di Ravascletto e presidente della comunità montana della Carnia.

L’anniversario del terremoto che mezzo secolo fa in 57 secondi distrusse 137 paesi e provocò quasi mille morti e oltre tremila feriti ha portato ieri fino a Gemona il capo dello Stato e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed è stata l’occasione per celebrare il modello Friuli attuato sotto la guida del Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti.

Ma è stato anche il momento per segnalare quello che oggi non funziona. «Se oggi arrivasse un altro terremoto sarebbe tutto diverso», avverte Paolo Pittis che nel terremoto ha perso il padre e ha impiegato sette anni prima di poter riaprire l’albergo di famiglia distrutto dal sisma. «Oggi ci troveremmo di fronte a un eccesso di burocrazia e a una minore onda di solidarietà», aggiunge.